- Prima di tutto: misura, e misura dal telefono
- 1. L'hosting: il tetto della velocità
- 2. Le immagini: quasi sempre il vero colpevole
- 3. I plugin: meno sono, meglio è
- 4. La cache: una volta configurata, dimenticala
- 5. I font: il peso che non si vede
- 6. Il tema: la fondazione
- 7. Gli script di terze parti
- In che ordine farle
Prima di tutto: misura, e misura dal telefono
Apri PageSpeed Insights, inserisci l'indirizzo del sito e guarda la scheda Mobile, non quella Desktop. Il numero che conta non è il punteggio da 0 a 100 ma i tre tempi sotto: LCP (quando compare il contenuto principale: deve stare sotto 2,5 secondi), INP (quanto il sito reagisce ai tocchi: sotto 200 millisecondi) e CLS (quanto la pagina "salta" mentre carica: sotto 0,1). Segnati i valori di oggi. Senza il "prima" non saprai mai se il "dopo" è migliorato.
Un consiglio che sembra banale e non lo è: prova il sito anche con il tuo telefono, con il 4G e non con il Wi-Fi dell'ufficio. È quello che vede il cliente.
1. L'hosting: il tetto della velocità
Un hosting condiviso da tre euro al mese risponde alla prima richiesta in 600–900 millisecondi prima ancora di inviare un solo byte della pagina. Nessun plugin recupera quel tempo. Se il valore TTFB (Time to First Byte) che vedi nei report supera i 500 ms, il primo intervento è cambiare piano o fornitore, non installare cose.
Cosa cercare: PHP 8.2 o superiore, HTTP/2 o HTTP/3, cache a livello server (LiteSpeed, nginx con FastCGI cache, o equivalenti), server in Europa. Per un sito vetrina italiano un buon hosting costa 60–120 euro l'anno: è il singolo euro meglio speso del budget.
2. Le immagini: quasi sempre il vero colpevole
Nella metà dei siti lenti che ci capita di analizzare, la home carica tra 4 e 12 megabyte di immagini. Una foto scattata col telefono pesa 3–5 MB e viene caricata così com'è, ridimensionata a schermo dal browser. Tre regole:
- Dimensione giusta: una foto a tutto schermo non ha bisogno di più di 1600–1920 pixel di larghezza; una scheda servizio, 800. Ridimensiona prima di caricare.
- Formato moderno: WebP pesa il 25–35% in meno di JPEG a parità di qualità, e WordPress lo gestisce da anni. Un plugin di conversione (o l'hosting, se lo offre) fa il lavoro sulle foto già caricate.
- Caricamento differito: WordPress aggiunge da solo
loading="lazy"alle immagini fuori dallo schermo. Verifica però che l'immagine principale in alto non sia lazy: quella deve arrivare subito, altrimenti peggiori l'LCP.
3. I plugin: meno sono, meglio è
Ogni plugin attivo può aggiungere fogli di stile, script e query al database, anche su pagine dove non serve. Un sito vetrina in salute ne ha tra 8 e 15. Sopra i 25, qualcosa va rivisto. Apri l'elenco e per ciascuno chiediti: se lo disattivo, cosa smette di funzionare che un cliente noterebbe? I candidati classici alla rimozione sono i plugin di statistiche (usa Google Search Console e un'analitica leggera), i costruttori di pagine mai usati, i plugin "di sicurezza" doppi, gli slider.
Per capire quale plugin pesa, lo strumento gratuito Query Monitor mostra tempi e query per ogni componente. Si installa, si guarda, si disinstalla.
4. La cache: una volta configurata, dimenticala
La cache di pagina salva una copia HTML già pronta di ogni pagina e la serve senza rieseguire PHP e database. È il singolo intervento software con il rapporto risultato/fatica migliore. Se l'hosting ha una cache propria, usa quella e non aggiungerne una seconda. Altrimenti un plugin di cache affidabile (ce ne sono di gratuiti ottimi) con le impostazioni predefinite fa già il 90% del lavoro. Attiva anche la compressione (Brotli o gzip) e la scadenza lunga per immagini, CSS e JavaScript: sono due caselle nelle impostazioni.
Attenzione alle opzioni "aggressive" come la combinazione di tutti i file CSS e JS in uno solo: con HTTP/2 spesso non serve e a volte rompe il sito. Attivale solo se misuri un miglioramento.
5. I font: il peso che non si vede
Tre famiglie di Google Fonts in quattro pesi ciascuna sono 12 file, spesso 300–500 KB, caricati da un server esterno prima che il testo compaia. Riduci a una o due famiglie e a due o tre pesi, ospita i file sul tuo server (è anche la scelta corretta dal punto di vista GDPR, ne parliamo in un articolo dedicato) e imposta font-display: swap perché il testo si veda subito con un carattere di sistema e cambi appena il font arriva. Oppure usa i font di sistema: su un telefono il visitatore non nota la differenza, il tempo di caricamento sì.
6. Il tema: la fondazione
Un tema "multiuso" con demo importabili porta con sé centinaia di opzioni, librerie di icone, animazioni e script che caricano anche dove non usati. I temi a blocchi moderni (Full Site Editing) mettono lo stile in un file di configurazione e caricano solo i CSS dei blocchi presenti nella pagina: lo stesso sito può passare da 1,2 MB a 150 KB di CSS e JavaScript solo cambiando base. Non è un intervento da fare a cuor leggero, ma se il sito è da rifare, è il momento di scegliere una base leggera. Il nostro tema Fondamenta nasce esattamente con questo criterio: nessuna risorsa esterna, CSS del tema sotto i 4 KB.
7. Gli script di terze parti
Mappe di Google incorporate, video YouTube, chat, pixel pubblicitari, widget di recensioni: ognuno carica centinaia di KB dai server altrui e blocca il resto. Regole pratiche: la mappa la mostri come immagine con un link che apre Google Maps; il video lo carichi al clic sull'anteprima, non subito; la chat la attivi dopo che la pagina è pronta; i pixel li tieni solo se qualcuno guarda davvero quei dati. Molte di queste risorse, tra l'altro, richiedono il consenso ai cookie prima di essere caricate, quindi rimandarle è anche corretto.
In che ordine farle
| Intervento | Guadagno tipico | Tempo | Rischio |
|---|---|---|---|
| Cache + compressione | alto | 30 min | basso |
| Immagini ridimensionate e WebP | alto | 1–2 ore | basso |
| Cambio hosting | alto se TTFB > 500 ms | mezza giornata | medio |
| Pulizia plugin | medio | 1 ora | basso |
| Font locali e ridotti | medio | 1 ora | basso |
| Script di terze parti differiti | medio-alto | 1–2 ore | medio |
| Cambio tema | alto | giorni | alto |
Fatte le prime quattro, la maggior parte dei siti vetrina passa da un LCP di 5–7 secondi a 2–3. Le altre tre portano sotto i 2. Rimisura dopo ogni passo, dal telefono, e segna i numeri: è l'unico modo per sapere cosa ha funzionato.
Domande frequenti
Quanto deve caricare in fretta un sito WordPress?
L'obiettivo di Google è LCP sotto 2,5 secondi, INP sotto 200 ms e CLS sotto 0,1 su mobile. Per un sito vetrina è un traguardo raggiungibile con hosting decente, immagini ottimizzate e cache.
Il punteggio PageSpeed influisce sul posizionamento?
Non il punteggio in sé, ma i Core Web Vitals che ci stanno dietro sono un fattore di ranking. Un sito che passa le tre soglie ha un piccolo vantaggio; uno che le fallisce di molto, uno svantaggio, soprattutto su mobile.
Serve un plugin di cache se l'hosting ne ha già una?
Di solito no. Due cache sovrapposte creano problemi (contenuti non aggiornati, pagine rotte) senza guadagni. Usa quella dell'hosting e aggiungi solo la compressione e le scadenze dei file, se mancano.
Le immagini WebP sono supportate da tutti i browser?
Sì, da tutti i browser in uso da anni. WordPress le accetta dalla versione 5.8 e i plugin di conversione generano comunque un JPEG di riserva.
Vuoi sapere quanto è lento il tuo sito, e perché?
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